
Con la puntualità tipica di RedHat, ieri pomeriggio il team di sviluppo del Fedora Project ha ufficialmente presentato la versione numero 9 del suo sistema operativo, nome in codice Sulphur, che come tutti i rilasci preliminari, “monta” il nuovo Kernel Linux 2.6.25.
Migliorata sensibilmente la fase di installazione nella quale, grazie al già ottimo Anaconda, diventa finalmente possibile il ridimensionamento delle partizioni ext2/3 e NTFS, con un FirstAidKit per il ripristino delle situazioni di emergenza.
Il desktop manager predefinito è ovviamente GNOME 2.22 al quale è però stato affiancato (nel KDE Live e nel DVD regolare) anche il non meno importante KDE 4.0.3. Accontentati pure i fan di Xfce che in Fedora 9 troveranno l’ultima versione stabile 4.4.2.
Seguendo la falsa riga di Ubuntu 8.04, anche in questo caso troviamo come browser principale il controverso Firefox 3 beta 5. Non si sa ancora a cosa sia dovuta la scelta comune di integrare una pre-release di un software fondamentale in un sistema operativo in versione definitiva, ma questo è quanto.
Declassato IcedTea 7 ed al suo posto troviamo il nuovo e completamente open source OpenJDK 6. Integrato il più snello Perl 5.10.0 e rimosso il non più mantenuto TeX per far spazio al giovane TeXLive.
Da segnalare le nuove versioni del PolicyKit e del NetworkManager, senza dimenticare che come suite predefinita per l’editing dei documenti la scelta è ricaduta su OpenOffice.org 2.4.
Per scaricare Fedora 9 Sulphur potete recarvi direttamente sul sito ufficiale dove troverete anche le lunghissime note di rilascio.
Fonte | ossblog
mercoledì 14 maggio 2008
Rilasciata Fedora 9 Sulphur
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